1. Il fascismo è diffuso in molti paesi industriali e postcoloniali, dove esiste sotto forma di nazionalismo estremo, neo-nazismo, o in qualche altra forma di autoritarismo estremo. In quasi tutti i casi, la base dei movimenti fascisti tende ad essere composta di membri declassati di un gruppo privilegiato della società (per esempio, bianchi poveri). Nella Germania precedente alla Seconda guerra mondiale, la maggior parte dei tedeschi della classe lavoratrice erano stati impoveriti dalla depressione, il che contrastava con l’immagine che essi avevano di sé stessi in quanto appartenenti ad una nazione ricca e potente. Nella Germania odierna, i partiti politici neo-nazisti ottengono la maggior parte dei voti, spesso più del 10% del totale, in Stati dove la disoccupazione è ai massimi livelli. Negli Stati Uniti, i bianchi poveri del Sud, che non godono della ricchezza promessa alla gente bianca della nazione più ricca sulla Terra, spesso si uniscono al Ku Klux Klan. In Ruanda gli Hutu, impoveriti e bisognosi di terra, esprimono il loro desiderio di avere più ricchezza e potere identificandosi con la maggioranza etnica, unendosi ai partiti “fascisti” Hutu responsabili del genocidio. Un simile movimento fascista c’è stato anche tra gli indù in India, che rivendicano il proprio potere in quanto maggioranza etnica. Pertanto, il fascismo può essere visto come una risposta all’impoverimento e alle promesse mancate del privilegio.

  2. Il fascismo può anche essere visto come un fenomeno elitista, un movimento di aristocratici. Il Partito nazista tedesco includeva molti dei più ricchi industriali, i fascisti spagnoli che sostenevano Franco erano un’alleanza di generali, aristocrazia fondiaria e capi ecclesiastici, mentre Mussolini affermò come fosse più appropriato definire il fascismo “corporativismo”, in quanto fusione del potere statale e del potere privato. Negli Stati Uniti, il Ku Klux Klan era originariamente un club di ricchi signori, e prima della Seconda guerra mondiale i più ricchi industriali (Hearst, Rockefeller, Ford, DuPont, Morgan) sostenevano i fascisti in tutta Europa. Attualmente negli Stati Uniti molti dei più influenti conservatori appoggiano il gruppo anti-immigrati Minutemen e altri gruppi cripto-fascisti. Il fascismo è connesso specialmente a quei segmenti conservatori tra le élite che temono che le strategie di espansione delle classi dirigenti progressiste gli si rivolteranno contro e destabilizzeranno l’intero sistema. In queste manifestazioni, il fascismo è un mezzo attraverso il quale le classi dominanti preservano la morale tradizionale, rafforzano la gerarchia sociale, e si difendono contro le attività rivoluzionarie delle classi inferiori.

  3. Le idee di base del fascismo (A: anti-immigrazione, B: purezza razziale, C: supremazia bianca, D: riconoscimento politico attraverso il nazionalismo, E: l’idea social-darwinista della “sopravvivenza del più adatto”, F: antisemitismo) sono tutte vuote e inesatte. A: L’anti-immigrazione è ipocrisia. I partiti politici anti-immigrazione negli Stati Uniti e nell’Unione Europea appoggiano solitamente gli stessi accordi di libero scambio e le stesse guerre (ad esempio il NAFTA, la guerra civile in El Salvador) che sono la causa di gran parte dell’immigrazione, e le loro economie dipendono dal lavoro immigrato (l’agricoltura statunitense e l’industria edilizia collasserebbero nel giro di una notte senza il lavoro immigrato). I governi europei che si fingono preoccupati di proteggere le proprie culture dagli immigrati sono spesso gli stessi che hanno colonizzato i paesi dai quali gli immigrati provengono; non hanno avuto alcun problema nel portare la loro cultura nel paese di qualcun altro, né stanno facendo alcunché per fermare “l’inquinamento culturale” di McDonalds e MTV. B: Per quanto riguarda la purezza razziale, il concetto non ha alcuna base scientifica, infatti la razza è una generalizzazione arbitraria. Non c’è alcun pericolo negli incroci razziali, anzi, un pool genetico diversificato è molto più salutare di uno omogeneo, e nessun gruppo etnico è realmente “puro”. Discendiamo tutti dagli stessi antenati che si sono mescolati fin dall’inizio. C: Anche la supremazia bianca non ha alcuna base fattuale all’infuori della triviale (e infondata) pseudo-scienza della misurazione del cranio che ha avuto luogo nel diciannovesimo secolo. D: Il nazionalismo è una menzogna sfacciata: le élite politiche ed economiche stipulano patti con altri paesi di continuo e si arricchiscono, mentre insegnano ai loro cechi seguaci di odiare la gente degli altri paesi, dividendo in questo modo le classi inferiori. Alzare la bandiera e amare la nazione rafforza il governo, e ciò è l’opposto di sostenere il popolo. In modo alquanto ridicolo, i nazionalisti credono che saranno liberi se i loro carcerieri avranno il loro stesso aspetto e parleranno la stessa lingua. E: Il darwinismo sociale – l’idea della “sopravvivenza del più adatto” elevata a sistema politico – non ha niente a che fare con il darwinismo scientifico. Infatti, Darwin non ha mai usato l’espressione “sopravvivenza del più adatto”, e ha scoperto che le specie sopravvivono adattando sé stesse alla natura, non ingaggiando una guerra contro di essa. Infatti, gli umani sprecano i loro più grandi vantaggi evolutivi – l’abilità di comunicare e pensare in modo creativo – conformandosi a rigide gerarchie sociali che non hanno alcuna base naturale. F: Per quanto riguarda l’antisemitismo, nel medioevo le persone che uccidevano gli ebrei erano le stesse che li mettevano nella posizione di creditori, rendendosi così dipendenti da loro. Nel ventesimo secolo, i capitalisti antisemiti affermavano che gli ebrei fossero parte di una “cospirazione bolscevica internazionale”, mentre gli antisemiti anticapitalisti sostenevano che gli ebrei facessero parte di una cospirazione di banchieri e capitalisti. Chiaramente, i fascisti tirano in ballo gli ebrei ogniqualvolta ci sia qualcuno da incolpare.

  4. Tanti fascisti e neo-nazisti non potrebbero continuare a sostenere idee così stupide e infondate a meno che il loro odio non servisse uno scopo importante. Chiaramente non possiamo prendere sul serio le idee fasciste, ma dobbiamo prendere molto sul serio i fascisti stessi, per tutti gli assassinii, la violenza sociale e le intimidazioni di cui sono responsabili. Quindi, se il fascismo è utile, dobbiamo chiederci: a chi fa comodo? Il precedente esempio di antisemitismo offre un suggerimento. Il fascismo fornisce un capro espiatorio. Il fascismo incoraggia i membri poveri di un gruppo dominante (per esempio i bianchi poveri o i cristiani poveri) ad odiare qualche altro gruppo, in modo che il loro vero nemico possa stare al sicuro. La gente povera ha buone ragioni per odiare i ricchi. Se gli ebrei possono prendere il posto dei ricchi (in quanto parte di una qualche cospirazione internazionale di banchieri), allora i poveri odieranno gli ebrei e il giudaismo, anziché odiare i ricchi, o il capitalismo. Quando questo succede, le classi dominanti possono sorridere e starsene tranquille: sono al sicuro dalla rabbia di coloro che sfruttano. L’odio dei fascisti prende di mira anche gruppi oppressi. Nella storia degli Stati Uniti questo ha significato i neri, i nativi americani, e gli immigrati latino americani. I bianchi poveri devono contribuire allo sfruttamento delle classi inferiori (ai tempi della schiavitù hanno spesso impugnato la frusta). Secondo la mitologia della supremazia bianca, si suppone che tutti i bianchi siano superiori (anche in termini di potere e ricchezza). Il fascismo insegna ai bianchi poveri e impotenti ad incolpare e odiare i neri e gli immigrati (perché “compiono crimini” o “ci rubano il lavoro”) invece del loro vero nemico, le classi dominanti. Questo odio crea inoltre una distanza psicologica che rende più facile per loro opprimere persone di colore, e più difficile unirsi ad esse. Sono i ricchi bianchi, i capitalisti e le classi dirigenti che si arricchiscono attraverso la schiavitù, il lavoro immigrato e altre forme di sfruttamento, ma sono i bianchi della classe lavoratrice che devono svolgere il ruolo della polizia. Essi ottengono un piccolo vantaggio materiale, ma ingannano sé stessi traendone un sollievo psicologico, pretendendo di essere potenti e superiori in quanto membri di una qualche mitica razza bianca. I bianchi ricchi possono trastullarsi al pensiero di aver fatto di così tanti lavoratori bianchi dei loro strumenti, così facilmente e così a buon prezzo.

  5. Se è corretto affermare che sono le classi dominanti a beneficiare del fascismo, allora dovremmo trovare delle prove del loro sostegno al fascismo. Infatti le troviamo. Molti governi europei promuovono l’idea di “purezza culturale” e sostengono la necessità di proteggere la superiore cultura europea dall’“inquinamento” dell’immigrazione, esigendo dagli immigrati il superamento di test culturali. I media privati (posseduti dalle élite) nell’Unione Europea e negli Stati Uniti trattano il tema dell’immigrazione in modo da fomentare l’ignoranza e la paura. Per esempio, raramente forniscono il contesto del perché la gente migra, quali grandi aziende e quali guerre hanno distrutto i loro paesi di origine. Raramente menzionano il fatto che l’economia europea o statunitense collasserebbero senza il lavoro immigrato, o che i consumatori bianchi dipendono dalla manodopera a basso costo degli immigrati e dalle importazioni a buon mercato (frutta, vestiti, computer, cellulari, ecc.) dei paesi dai quali provengono. Inoltre negli Stati Uniti, membri dell’élite danno un grosso sostegno finanziario ai gruppi fascisti più rispettabili (particolarmente ai cristiani fondamentalisti). George W. Bush è riuscito persino (come Reagan prima di lui) a procurare fondi governativi per tali gruppi. In paesi come l’Italia, la Polonia, l’Ucraina e la Russia, è inoltre facile trovare prove del sostegno ideologico o materiale che il governo e la Chiesa danno ai fascisti. È chiaro che le classi dominanti nutrono le paure e l’ignoranza che forniscono il terreno fertile per il proliferare fascismo.

  6. Cosa ottengono in cambio le classi dominanti dal fascismo? Molto. Gli sgherri fascisti non deludono i loro padroni. I fascisti contribuiscono a distrarre le classi inferiori accusando un capro espiatorio, come gli immigrati, dei problemi di cui sono responsabili le classi dominanti (povertà, perdita di potere decisionale, globalizzazione capitalista). Le rivolte del 2006 in Ungheria ne forniscono un esempio perfetto. Le persone erano così sconvolte dalle orribili condizioni in cui versavano che sono scese in strada, si sono scontrate con la polizia e hanno occupato una stazione televisiva dello stato, eppure non si trattava di una rivoluzione! Le folle erano dominate da ideologie fasciste, così a dispetto dello sfruttamento capitalista (aggravatosi dopo l’entrata del governo nell’UE) hanno incolpato gente più povera di sé stesse – gli immigrati, hanno attaccato una sinagoga, e sono scivolati nella fantasia di un’idillica storia ungherese, risalente a centinaia di anni prima, benché la maggior parte delle persone direttamente responsabili dei loro problemi fossero ungheresi. I fascisti dividono le classi inferiori, facendole combattere tra di loro, e creando l’odio e la distanza che rende facile ai bianchi e ai cristiani opprimere e sfruttare persone di colore, musulmani, etc. Così facendo, proteggono le classi dominanti dalla rivoluzione.

  7. Alcuni fascisti (ispirati dal “nazional-socialismo” di Hitler) sono più consapevolmente anticapitalisti, o almeno pensano di esserlo. Questi estremisti sono inoltre utili alle élite, anche se spesso odiano il governo di cui sono uno strumento. In primo luogo, dividendo le classi inferiori ed enfatizzando la razza, rendono ogni potenziale rivoluzione anticapitalista meno efficace. Siccome si illudono riguardo la reale natura del capitalismo, finiscono col sostenere un capitalismo nazionale (al più questo comporterà solamente un maggior controllo governativo, similmente al “socialismo” di Hitler o Lenin). In secondo luogo, in quanto estremisti che pretendono di essere rivoluzionari, riservano grande parte del loro odio verso i comunisti, gli antifascisti e gli anarchici. I comunisti autoritari sono semplicemente un’altra setta di fascisti in competizione, e una volta al potere hanno dimostrato la volontà di usare gli stessi metodi dei fascisti per epurare e purificare il loro paese. Fascisti di destra e di sinistra possono anche battersi tra di loro, ma alla fine c’è molto terreno in comune sul quale possono convenire (come dimostra il trattato di Lenin con gli austro-tedeschi [nella Prima Guerra Mondiale], il patto Hitler-Stalin, e più recentemente l’emergenza del gruppo fascista “Bolscevichi nazionali” e l’appoggio del Partito Comunista russo per il gruppo xenofobo “Movimento contro l’Immigrazione Illegale”). Gli anarchici, d’altra parte, vogliono abolire ogni forma di potere politico, rappresentando così una minaccia intransigente alle classi dominanti. Non è una coincidenza che i fascisti siano a loro volta intransigenti nei loro attacchi agli anarchici; i fascisti hanno aggredito e persino ucciso anarchici in tutta Europa e negli Stati Uniti. In alcune parti dell’Europa orientale, gli anarchici riescono a malapena ad organizzare un concerto di raccolta fondi, a causa di certe aggressioni dei fascisti. Così facendo, i fascisti lavorano come una forza paramilitare per conto dello Stato. Negli Stati Uniti, l’FBI (la polizia federale) ha da lungo tempo infiltrato il Ku Klux Klan e altri gruppi per la supremazia bianca, usandoli in attacchi contro neri radicali, come avvenuto nel massacro di Greensboro; in Italia durante la “strategia della tensione” negli anni ’70, i servizi di intelligence usavano i gruppi fascisti per assassinare i militanti di sinistra, o per bombardare aree affollate e poi darne la colpa alle Brigate Rosse; a Mosca nel 2006, i neo-nazisti hanno combattuto a fianco della polizia nell’attacco al corteo del Gay Pride.

  8. Oltre che a fornire fedelmente questo servizio, i fascisti sono utili strumenti dello Stato poiché le classi dirigenti e la borghesia possono usare una rivolta fascista per salvare lo Stato da una vera rivoluzione delle classi inferiori. Sebbene il fascismo possa rovesciare un particolare governo, questo è semplicemente uno strumento delle classi dominanti. In Italia, dopo che i proprietari terrieri, i capi ecclesiastici e gli industriali ebbero constatato che si stava così bene con Mussolini, ovunque la borghesia si rese conto che il fascismo avrebbe potuto salvarla dalla rivoluzione. Questa comprensione ha portato le élite in Spagna a sostenere il colpo di Stato di Franco, per salvarsi dal crescente movimento anarchico.

  9. Il fascismo non è né anti-autoritario né anticapitalista, quindi l’élite capitalista sarà protetta dallo stesso. Anche i fascisti che sono anti-ricchi e anti-globalizzazione, che pensano di essere anticapitalisti o “nazional socialisti”, mettono il nazionalismo al primo posto, il che significa che saranno facilmente controllati dai capitalisti della propria nazionalità. Si sono privati dell’arma della solidarietà separandosi dalla gente delle altre nazioni. I governi nazionalisti che hanno ottenuto l’appoggio dei fascisti continuano a sostenere le disuguaglianze del capitalismo e continuano a facilitare la globalizzazione – l’unico problema è che distraggono tutti quanti dagli stessi vecchi problemi innalzando la bandiera, lanciandosi in una guerra contro un paese più debole, o incolpando qualche minoranza. Ma i problemi della povertà e della perdita di potere delle classi inferiori rimangono. Quindi, i fascisti che pensano di “difendere la nazione” o “rafforzare la propria gente” in realtà fanno i leccapiedi. Stanno chiedono di essere controllati da leader della stessa nazionalità, giurano ciecamente fedeltà ad una élite che indulgerà nei loro meschini pregiudizi, assicurandosi così che il loro sfruttamento e la loro impotenza continuino a peggiorare.

  10. Molti fascisti (in particolare i neo-nazisti) basano gran parte della loro critica ai problemi sociali sulla razza. Ma è importante capire che in termini scientifici, la razza non esiste. Alcune persone sono più chiare di altre, alcune più scure, ma non ci sono linee ben definite, e ognuno ha un patrimonio genetico misto. In termini di genetica, c’è molta più differenza entro una singola “razza” di quanta ce ne sia mediamente tra le varie razze (cioè, i tuoi geni potrebbero somigliare maggiormente a quelli di qualcuno di un’altra “razza” che a qualcuno della “tua”). La razza è un’invenzione sociale. Il concetto non esistette fino a che l’Europa non iniziò la sua fase coloniale. Una volta schiavizzati gli africani, colonizzati gli asiatici, e sterminati i nativi americani, le élite europee iniziarono a parlare in termini di razza per distinguersi, e illudere gli europei sulle classi inferiori, ricoprendoli del ruolo di polizia e facendoli cooperare nello sfruttamento dei più oppressi. Nelle prime colonie americane, la classe dirigente ha prontamente dovuto imporre leggi che vietavano ai bianchi di sposarsi con africani o abitare insieme ai nativi, poiché in diverse occasioni gli europei delle classi inferiori si univano nella ribellione con i colonizzati, o scappavano per andare a vivere con essi (trovando in quelle società maggiore libertà).

  11. Il capitalismo e lo Stato produrranno sempre risentimento e ribellione. Alle persone non piace essere controllate, o sfruttate. Il razzismo e l’autoritarismo dello Stato daranno la colpa dei malcontenti a capri espiatori e si aggrapperanno agli ideali fascisti di “ribellione”. La propaganda da parte dello Stato assicura la crescita del fascismo entro le popolazioni dei diseredati. Quindi, fintanto che esiste lo Stato, il fascismo è inevitabile. Coloro che si oppongono al fascismo devono appoggiare una rivoluzione antiautoritaria. (La rivoluzione autoritaria non è una risposta, perché lo Stato è uno strumento di dominio, e anche se può essere tolto dalle mani dei capitalisti, trasformerà coloro che lo brandiscono in una nuova classe dominante. Dopotutto, le rivoluzioni autoritarie hanno portato a governi come quello dell’URRS, in molti modi simili agli Stati fascisti). Ma se c’è un forte movimento fascista, la rivoluzione diventa difficile o impossibile, in seguito all’abilità dei fascisti di dividere le classi inferiori e attaccare i rivoluzionari.

  12. Perciò, chi si oppone al fascismo deve attaccare il governo e il capitalismo in quanto cause della sua origine, trattando allo stesso tempo il fascismo come un sintomo aggressivo e inabilitante. Gli antifascisti che non pongono alcuna critica al capitalismo o allo Stato combattono una battaglia persa in partenza, poiché confondono la causa con l’effetto. I fascisti non vengono dal nulla. Sono incoraggiati dallo Stato, e fanno leva sulla rabbia prodotta dal capitalismo. Il fascismo non può essere sconfitto semplicemente picchiando i fascisti (anche se nel breve termine l’autodifesa è certamente necessaria). Dopotutto, i fascisti reclutano spesso tra le popolazioni povere che potrebbero sostenere una rivoluzione veramente anticapitalista, se solo gli venisse insegnato a vedere oltre la xenofobia e il razzismo.

  13. Quindi, per sconfiggere il fascismo dobbiamo creare un movimento anticapitalista che sia anche antiautoritario. Tale movimento ha bisogno di appartenere a gente di qualsiasi colore e nazione, e deve essere in grado di creare una solidarietà a livello internazionale. Ma rifiutare le divisioni etniche/nazionaliste dei fascisti non significa ignorare ogni divisione di questo tipo che esiste nella società. Sono i liberali che si accostano al razzismo attraverso l’approccio ipocrita “color blind”. Non ci sono differenze intrinseche tra persone con un diverso colore della pelle – in questo senso siamo tutti uguali. Ma ci sono differenze nelle nostre culture e nelle nostre storie. Riconoscere che la società ha trattato i tuoi antenati come dei subumani fa una grande differenza. I sistemi di privilegio e oppressione continuano a dividerci, anche quando abbiano buone intenzioni. Spesso gli antifascisti bianchi ignorano queste divisioni rendendosi incapaci a lavorare con persone di colore, aggrappandosi al proprio privilegio o mostrandosi ciechi alle reali differenze che ci sono nei bisogni, nella storia e nelle conseguenze a determinate azioni (per esempio, quanto duramente la polizia reagirà a diverse persone in base al colore della pelle). Questa è una delle ragioni per cui i movimenti “antifascisti” in tutta Europa e negli Stati Uniti sono quasi interamente bianchi, escludendo efficacemente persone di colore o migranti. Vincere la supremazia bianca è tanto importante quanto vincere il capitalismo, ed essere ciechi di fronte al colore fino al punto di farne unicamente una questione economica è un modo attraverso il quale i bianchi dividono il movimento (molte persone di colore non vorranno lavorare con bianchi che minimizzano i problemi di vasta portata della supremazia bianca). Anche i bianchi devono trovare i propri motivi per combattere contro il sistema alienante e debilitante della supremazia bianca. Invece di ignorarlo, riconoscere come questo sistema razzista danneggia e limita la loro identità può aiutarli a divenire dei migliori alleati delle persone di colore che sono ovviamente più danneggiate dal razzismo. Superare la segregazione che, ironicamente, tormenta gli antifascisti non significa che gli antifascisti bianchi debbano invitare immigrati e gente di colore nel proprio movimento. Superare la segregazione che, ironicamente, tormenta gli antifascisti non significa che gli antifascisti bianchi debbano invitare immigrati e gente di colore nel proprio movimento. Al contrario, significa che i bianchi antifascisti devono capire come possono essere alleati migliori per coloro che soffrono il fascismo più direttamente; e significa inoltre che devono prendersi la responsabilità, anziché disconoscerla, nei confronti di quei bianchi che sono stati sviati dal razzismo costituendo così la base del fascismo, ed educarli. Perciò, i passi immediati per costruire un movimento capace di distruggere il fascismo alla fonte sono capire come la nostra società nutre il fascismo e imparare come ostacolare questo processo; capire come la gente privilegiata e la gente oppressa vive il fascismo e la resistenza in maniera differente, e riunire queste comprensioni in uno spirito di mutua assistenza; e dirigere la rabbia della gente quotidianamente offesa dallo sfruttamento e dall’autorità, lontano dai capri espiatori e verso dei bersagli meritevoli: il capitalismo e lo Stato.